La mostra vuole esplorare diverse modalità di conoscenza e comunicazione della biodiversità, soffermandosi su tre assi principali: Rappresentazione, Nutrimento e Musealizzazione e mira a seminare e disseminare un’idea di biodiversità come bellezza, invitando all’azione.
“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”
Nel celebre verso tratto dal canto XXVI dell’Inferno, Dante invita l’essere umano a emanciparsi dagli istinti irragionevoli, spesso guidati da interessi personali, per coltivare ciò che lo rende pienamente umano: la ricerca del bene e della conoscenza. Un richiamo potente alla responsabilità morale e intellettuale di riconoscere valore, armonia e interconnessione in ciò che vive.
È proprio in questa prospettiva che la biodiversità si rivela non solo come dato biologico, ma come patrimonio di bellezza vivente, intesa come un intreccio di forme, relazioni e significati che richiedono attenzione, studio e contemplazione che può arrivare anche a stravolgere l’espressione estetizzante corrente.
Seguire “virtute e canoscenza” oggi significa anche questo: prendersi cura della fragilità del vivente, contrastare lo sfruttamento cieco delle risorse naturali e riconoscere che ogni gesto di conoscenza può essere anche un atto di amore e conservazione. Questa mostra vuole ricordare che non siamo fatti per distruggere, ma per amare, conoscere, custodire e raccontare le molteplici forme della biodiversità nel mondo. In particolare, ci invita a osservare la biodiversità come espressione di bellezza, (e dimensione) da proteggere e valorizzare attraverso approcci multidisciplinari.
La mostra si propone di esplorare diverse modalità di conoscenza e comunicazione della biodiversità, soffermandosi su tre assi principali: Rappresentazione, Nutrimento e Musealizzazione.
I contenuti della mostra online si rifanno ai capitoli del volume “DisSeminAzioni: Raccontare la Biodiversità”. Ledizioni, 2025 – open access