La COP16 sulla Biodiversità di Roma ha approvato un pacchetto di 23 indicatori (Target) per misurare i progressi verso i 23 obiettivi del Quadro Globale per la Biodiversità, con un documento chiamato L-26. Effettuare un monitoraggio delle azioni attuate per la biodiversità e misurare i progressi compiuti è fondamentale per ottenere risultati concreti e ottimizzare gli investimenti.
Questi indicatori sono fondamentali per valutare l’effettiva implementazione del quadro globale e per monitorare il progresso delle Nazioni nel raggiungimento degli obiettivi; essi coprono dimensioni ecologiche, economiche, culturali e sociali, offrendo un quadro integrato. Sebbene sviluppati principalmente per contesti istituzionali, politici e territoriali su larga scala, tali indicatori possono trovare applicazione anche nel contesto culturale.
In particolare, con il progetto di ricerca si è valutato come i musei e gli ecomusei, possano contribuire all’applicazione di un pacchetto di indicatori, anche adattandoli alle specifiche missioni e pratiche; per poi arrivare a proporre un set di indicatori chiave, in relazione ai Target della COP. In questa prospettiva, i musei, in quanto presìdi culturali e scientifici, non solo documentano la biodiversità, ma possono diventare attori e contribuire attivamente alla salvaguardia, valorizzazione, ripristino e comunicazione della biodiversità attraverso diverse linee d’azione.
Nell’ambito del progetto, è stata investigata, attraverso la mappatura degli ecomusei e dei musei comunitari del Mediterraneo, il ruolo dei musei come agenti sociali nei processi di governance per la transizione sostenibile della biodiversità e dei sistemi alimentari e si è proceduto alla costruzione di un indice che misura la “Webpage Engagement Capacity”degli stessi.
L’adattamento degli indicatori della COP al contesto museale permette di valorizzare le azioni concrete dei musei e di misurarne l’impatto nel tempo, contribuendo al monitoraggio partecipato degli obiettivi globali. Questo approccio promuove una visione sistemica e integrata, in cui la biodiversità non è solo un tema scientifico, ma una responsabilità condivisa.
La ricerca condotta dal NBFC ha permesso di mappare la rete di ecomusei e delle istituzioni culturali partecipative presenti nell’area del Mediterraneo (497), e di analizzare la capacità di queste istituzioni di utilizzare efficacemente internet come mezzo per informare e coinvolgere il pubblico nelle proprie attività. Attraverso la costruzione di un indice che misurava la “Webpage Engagement Capacity” che comprende quattro dimensioni: Informazione, Comunicazione, E-commerce e Funzioni si sono considerate le specificità di ogni istituzione, come le piccole dimensioni, l’attenzione al lavoro con le comunità locali e le pratiche partecipative.
Dall’alto:
Albero monumentale nel Parco della Reggia di Caserta. Courtesy Reggia di Caserta
Fridays for future climate strike, Roma, 2019. Crediti fotografici: Samantha Zucch, Inside Foto
I contenuti della mostra online si rifanno ai capitoli del volume “DisSeminAzioni: Raccontare la Biodiversità”. Ledizioni, 2025 – open access