Nutrirsi di BIODIVERSITÀ

agricoltura, cibo

e sementi

Semi di diverso tipo. Sono sempre più numerose le esperienze che promuovono la conservazione, moltiplicazione e condivisione dei semi al fine di preservare l’agro-biodiversità.

Sono sempre più numerose le esperienze che promuovono la conservazione, moltiplicazione e condivisione dei semi al fine di preservare l’agro-biodiversità.
Crediti fotografici: Cristina Vega. ©FAO

La biodiversità non è solo vita per le città contemporanee ma è anche la base per il nutrimento degli esseri umani.

Il livello di varietà di specie animali e di piante ha un impatto diretto sulla qualità nutrizionale dei cibi a cui abbiamo accesso, e quindi sulla salute delle persone.
Il NBFC ha studiato i legami tra il degrado degli ecosistemi e la diminuzione della disponibilità di nutrienti, sostenendo politiche che promuovano la conservazione della biodiversità di pari passo con pratiche agricole sostenibili, come ad esempio l’agricoltura biologica e rigenerativa.

In questo contesto gioca un ruolo fondamentale l’attenzione alle sementi, portata avanti già dal XV secolo dall’istituzione dei monti frumentari, banche di semi istituite dai frati francescani per supportare i contadini. Le “nipoti” contemporanee di queste istituzioni, denominate Banche Comunitarie delle Sementi (BCS), sono nate negli ultimi trent’anni nel “sud globale” e più recentemente si sono diffuse anche in Europa. Le BCS, come il Réseau Semences Paysannes in Francia e dal Consorzio Quarantina in Italia, si impegnano nella moltiplicazione dei semi, nella formazione e nella selezione partecipativa.

Queste pratiche cercano di contrastare la perdita di biodiversità delle colture agrarie, e promuovere l’accessibilità e la circolazione dei semi. In questo panorama variegato alcuni paesi, come Spagna, Francia, Italia si concentrano sulla conservazione guidata dagli agricoltori e sull’agroecologia, mentre le esperienze del Regno Unito e Danimarca privilegiano la circolazione delle varietà locali attraverso lo scambio tra ortisti amatoriali e agricoltori.

Magdalena Fuers, una delle figure centrali nell’esperienza sviluppata dalla comunità di Cotacachi
Magdalena Fuers, una delle figure centrali nell’esperienza sviluppata dalla comunità di Cotacachi. Crediti fotografici: Cristina Vega. ©FAO

Le BCS contribuiscono in modo significativo alla realizzazione di numerosi aspetti sanciti dal Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche (ITPGRFA) promosso dalla FAO, tra cui quello della condivisione dei benefici e dei diritti degli agricoltori. Grazie al Fondo per la ripartizione dei benefici, il Trattato sostiene oltre 200 BCS globali, contribuendo a garantire l’accesso equo e la condivisione delle risorse. Un esempio emblematico si trova a Cotacachi, Ecuador, dove le comunità ripristinano culture native, come ad esempio, mais e patate. Uno degli obiettivi del progetto è rafforzare le banche comunitarie dei semi, garantendo l’accesso e lo scambio di semi di qualità. In questo contesto, le BCS non solo rafforzano sicurezza alimentare e resilienza climatica, ma trasmettono saperi ancestrali e conoscenzetradizionali, tutelando il patrimonio culturale e la continuità tra generazioni.

Lake Manyara Basin
Lake Manyara Basin

Questi principi stanno trovando applicazione concreta nel progetto che NBFC sta sviluppando in Tanzania, nella zona del Lake Manyara Basin. Quest’area, ricca di biodiversità, sta affrontando diffusi conflitti tra esseri umani e fauna e flora selvatica, caratterizzati da degrado del paesaggio e povertà estrema tra le comunità locali. L’intervento di NBFC intende coinvolgere la comunità in un processo di cambiamento che, ad esempio permetta di recuperare l’equilibrio del territorio attraverso il recupero di pratiche e sementi tradizionali e l’introduzione di forme di agricoltura non intensiva.
Crediti fotografici: Francis Moyo

I contenuti della mostra online si rifanno ai capitoli del volume “DisSeminAzioni: Raccontare la Biodiversità”. Ledizioni, 2025 – open access