Rappresentare la BIODIVERSITÀ

convergenze

estetiche

Jakob Kudsk Steensen Berl-Berl 2021

Jakob Kudsk Steensen, Berl-Berl, 2021. Live simulation (still). Commisionato da: LAS Art Foundation. Courtesy of the artist

Negli ultimi dieci anni, in seguito all’adozione dei 2030 SDGs, l’arte contemporanea ha mostrato un crescente interesse nel rispondere alle sfide poste dalla sostenibilità, tra cui la biodiversità terrestre, marina e acquatica.

Diversi artisti a livello internazionale hanno avviato una produzione di opere con tecniche e approcci distinti che avessero il fine di sensibilizzare al tema della biodiversità o farne fare esperienza. Stefano Cozzi, Jakob Kudsk Steensen e Danh Vo rappresentano tre approcci estetici distinti che riflettono la complessità del rapporto tra essere umano e natura.

Jakob Kudsk Steensen in Berl-Berl, un’installazione immersiva e virtuale, ricrea una palude digitale ispirata agli ecosistemi di Brandeburgo. Realizzata attraverso la ricreazione di suoni ambientali, l’opera invita il pubblico a “vivere” l’ecosistema umido, spesso dimenticato, su cui molte città moderne sono state costruite. L’estetica qui è sensoriale, evocativa, e si basa sull’immersione emotiva e tecnologica per stimolare una certa empatia verso gli ambienti naturali.

Station Haven di Danh Vo rappresenta invece un’estetica del processo e della lentezza. Si tratta di un giardino in trasformazione, collocato vicino ad una stazione ferroviaria danese, un vero e proprio spazio di rigenerazione ecologica. L’opera coinvolge scienziati, chef e curatori per riflettere sull’interconnessione tra biodiversità, comunità e pratiche agricole sostenibili.
L’estetica di Vo è quella della cura, della quotidianità e della relazione nel tempo.

Danh Vo, Güldenhof 2018-2025
Danh Vo, Güldenhof 2018-2025. Crediti fotografici: Nick Ash
Stefano Cozzi, When I left home, 2025.
Stefano Cozzi, When I left home, 2025. Courtesy of the artist
Stefano Cozzi, When I left home, 2025. Courtesy of the artist

When I left home, tratta dalla serie fotografica di Stefano Cozzi, intende enfatizzare l’idea della non separazione tra ecosistema e uomo, evidenziando le connessioni invisibili tra il corpo umano e l’ambiente che lo circonda. Attraverso la giustapposizione di immagini a infrarossi e fotografie documentarie, l’artista crea un’estetica scientifica che invita a ripensare il concetto di confine tra natura e cultura, corpo e territorio.

Questi tre esempi mostrano come, con linguaggi diversi, l’arte contemporanea possa generare nuove narrazioni sulla biodiversità, favorendo un dialogo critico e sensibile con il nostro pianeta.

I contenuti della mostra online si rifanno ai capitoli del volume “DisSeminAzioni: Raccontare la Biodiversità”. Ledizioni, 2025 – open access