Non si può salvare quello che non si può vedere: le immagini permettono di scoprire la diversità biologica, creando la conoscenza e l’impatto emotivo necessari allo sviluppo di nuove forme di consapevolezza e di azione.
Le rappresentazioni della biodiversità riflettono i rapporti tra società e ambiente, esprimono il valore che le accordiamo secondo i diversi momenti storici, accompagnano la nostra percezione delle relazioni che esistono tra mondo animale, vegetale e minerale.
Le immagini hanno un ruolo nella costituzione degli immaginari geografici culturali e delle sensibilità ecologiche, ma non sempre rappresentano la complessità degli ecosistemi. Possono quindi nascondere piuttosto che rivelare le problematiche ambientali e sociali contemporanee, riproducendo la separazione tra cultura e natura, invece di mostrare le società umane come parti integranti della biodiversità. Spesso ci si concentra sulla rappresentazione della “megafauna carismatica”, dimenticando che il concetto di biodiversità implica altri due livelli: non solo diversità di specie ma anche genetica e di ecosistema.
Il rapido ritmo di perdita di specie negli ultimi due decenni ha dato impulso alla creazione di archivi visivi e database multimediali sulla biodiversità: “ARKive.org” ha creato un inventario visivo per più di 16000 specie, “The Encyclopedia of Life” intende consentire “l’accesso globale alla conoscenza della vita sulla Terra”, “The IUCN Red List” classifica le specie in base al loro rischio di estinzione.
Sono sempre più numerosi i concorsi fotografici e i progetti di citizen science che invitano le persone a inviare le proprie immagini, a partecipare alla conoscenza e memoria visiva della biodiversità locale, riproducendo o trasformando le strategie estetiche della sua rappresentazione. Il NBFC ha studiato il ruolo delle immagini nella comunicazione della biodiversità in una serie di pratiche visuali contemporanee che si concentrano sugli ambienti costieri e marini. Sono inoltre stati creati degli approfondimenti multimediali per il “Greenatlas”, attraverso un’analisi dei discorsi mediatici, di diverse rappresentazioni fotografiche e audiovisive dagli anni 1920 fino ad oggi, che intendono valorizzare la biodiversità italiana.
Fotografie provenienti dal fondo del concorso di fotografia geografico-ambientale “Obiettivo Terra”, promosso da Fondazione UniVerde e Società Geografica Italiana, giunto alla sua XVI edizione. Con oltre 17.000 scatti, costituisce il più grande archivio fotografico nazionale sulle Aree Protette d’Italia
I contenuti della mostra online si rifanno ai capitoli del volume “DisSeminAzioni: Raccontare la Biodiversità”. Ledizioni, 2025 – open access